apprezzerei un confronto con quanti nella community abbiano affrontato la gestione di eventi organizzati per incentivare le erogazioni liberali che vengono corrisposti prevalentemente in contanti.
Faccio l’esempio di un recente evento organizzato dal nostro Ente che ha predisposto e curato presso il teatro cittadino un “ Concerto per la Pace” con la presenza della Fanfara della Polizia di Stato, al fine di promuovere i progetti dell’Associazione .
Ingresso con contributo libero di solidarietà che, considerando il contesto, non poteva che realizzarsi con donazioni in contanti per le quali non era possibile emettere delle ricevute.
In tali cadi, si potrebbe registrare contabilmente l’entrata in cassa della somma complessiva rilevando alla contropartita “erogazioni liberali” e predisponendo magari a supporto un rendiconto ed una relazione sull’evento?
Ciao, l’evento così come descritto potrebbe rientrare nella Raccolta Fondi occasionale, avendo alle spalle un Evento ben definito. Le donazioni ricevute sono sicuramente erogazioni liberali da persone fisiche diverse.
Se lo tratti come Raccolta Fondi occasionale, ti ricordo che è da relazionare, l’anno successivo al Runts quanto presenti il Bilancio. Verifico gestisce la raccolta fondi occasionale con la produzione della modulistica. Li puoi anche inserire le eventuali spese sostenute dal vostro Entre per l’evento (affitto, rinfresco, Siae, ecc.).
Le Raccolte Fondi occasionali hanno delle limitazioni nel tempo poiché devono essere organizzate in occasioni ben definite, come celebrazioni o eventi ben definiti. Noi ne facciamo due, per Natale e per Pasqua.
In verità mi sembra che l’art.79 del CTS includa nelle raccolte occasionali anche le campagne di sensibilizzazione, tuttavia, negli eventi pubblici simili a quello descritto, pensavo di limitarmi alla registrazione contabile per l’incasso della somma totale raccolta e per ragioni di trasparenza nei confronti dei donatori, di pubblicare sul ns. sito un rendiconto specifico accompagnato da una relazione, senza trattarlo tuttavia come raccolta fondi occasionale che andrebbe diversamente allegato al bilancio.
Rileggendo la descrizione dell’Evento che hai tenuto a me sembra che avendo organizzato un evento che voleva promuovere i progetti dell’Associazione lo stesso possa tranquillamente rientrare in un raccolta fondi occasionale. Come dicevi tu le raccolte fondi occasionali hanno limitazioni temporali (anche se non sono definite da nessuna parte nel CTS) e direi che un “Concerto” non ha veramente il limite temporale… è una serata! A parte la rendicontazione che fai sul sito per la trasparenza (ottima cosa), essendo appunto un evento pubblico lo inserire come “raccolta fondi occasionali” questo, da un lato ti “obbliga” a presentare il dettaglio al Runts, quindi massima trasparenza, e dall’altro indicandolo nel Rendiconto Gestionale (lettera C) se un anno non dovessi farlo hai chiaramente l’evidenza della mancata raccolta. Come tu hai prospettato l’evento entra nel “calderone” delle erogazioni liberali. Comunque puoi chiedere un parere anche al CSV della tua provincia, che sicuramente ti darà indicazioni più precise.
Ho letto con molta attenzione la tua ultima nota e ne apprezzo i suggerimenti. Ha frenarmi un pò in merito alla raccolta fondi occasionale non è tanto l’obbligo della rendicontazione e della relazione da allegare al bilancio quanto questa limitazione temporale che suggerisce non più di 2/3 raccolte in un anno, ma provo a chiedere una specifica consulenza alla CSV a cui siamo iscritti.
Se non ti disturbo, approfitto della tua cortese disponibilità per chiederti il parere su come gestire la raccolta che viene fatta durante dei mercatini in piazza svolti con una certa frequenza, in occasione dei quali dei donatori occasionali ci lasciano delle donazioni liberali (impossibile rilasciare delle ricevute per l’afflusso di gente) ed ai quali cediamo dei prodotti artigianali di modico valore realizzati dai nostri associati e/o volontari . Si tratta di eventi sempre più indispensabili per raccogliere i fondi necessari a sostenere le nostre attività di interesse generale.
Credi che tale attività possa rientrare nel dispositivo dell’art.84 del CTS ?
1. Non si considerano commerciali, oltre alle attività di cui all’articolo 79, commi 2, 3 e 4 le seguenti attività effettuate dalle organizzazioni di volontariato e svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato:
a) attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito a fini di sovvenzione, a condizione che la vendita sia curata direttamente dall’organizzazione senza alcun intermediario;
b) cessione di beni prodotti dagli assistiti e dai volontari sempreché la vendita dei prodotti sia curata direttamente dall’organizzazione di volontariato senza alcun intermediario;
c) attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni e simili a carattere occasionale.
Grazie ancora
Inoltre, la referente della stessa unità territoriale distaccata, mi chiedeva se all’interno dei loro locali può tenere una vetrina dove esporre i prodotti artigianali realizzati dagli associati e come inquadrare una richiesta di suddetti prodotti per esempio fatta da alcuni genitori che dovendo fare un regalo alla maestra
Direi proprio di farle rientrare tranquillamente nell’art. 84, la raccolta, giornaliera la puoi contabilizzare come “erogazione liberale” da persone fisiche diverse.
Sulla vetrina direi no problem, (magari non esporre prezzi, onde evitare il dubbio di attività commerciale) e anche qui l’incasso come “erogazione liberale” non chiedendo voi nessun corrispospettivo. “Te lo do e se proprio vuoi… fai una donazione”.
in merito alle raccolte fondi eseguite occasionalmente dai volontari, in maniera estemporanea e non certo organizzativa e di modesta entità, come per esempio fuori dalle chiese, è ragionevole e sostenibile quanto riportato a margine:
In base al Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), le raccolte fondi occasionali degli Enti del Terzo Settore (ETS) non necessitano di un rendiconto specifico da inviare al RUNTS se non sono considerate “pubbliche” o se si esauriscono in modo episodico senza integrare un’attività commerciale continuativa. Tuttavia, la trasparenza richiede quasi sempre la rendicontazione interna.
Rendiconto Interno vs. RUNTS: L’obbligo di depositare un rendiconto specifico (con relazione illustrativa) al RUNTS scatta quando la raccolta è pubblica e organizzata. Se la raccolta è puramente privata (tra associati) o di entità talmente irrilevante da essere incorporata nel rendiconto generale senza necessità di separazione, l’obbligo di un rendiconto dedicato da allegare al RUNTS potrebbe non sussistere
Aggiungo:
se così fosse, a fine giornata i volontari potrebbero compilare un verbale di chiusura, tale da garantire trasparenza e conformità normativa (art. 83, D.Lgs. 117/2017) che verrebbe poi completato con una breve relazione.
Sotto l’aspetto contabile le donazioni liberali potrebbero comunque confluire nella sezione C alla voce 2) Entrate da raccolte fondi occasionali
Per mia esperienza, rispetto al RUNTS della provincia ove ha sede l’Associazione di cui tengo la contabilità. ho visto che quando trasmetto il Bilancio, loro guardano la Sezione C e controllano che il totale indicato “Raccolta fondi occasionale” corrisponda alle varie raccolte fondi che rendiconto con prospetto.
Non so come si comporta il tuo RUNTS, ma se così fosse anche queste “piccole” raccolte dovrebbe rientrare nei prospetti da inviare al Runts.
Io tratterei queste raccolte di modeste entittà come “erogazioni liberali” da persone fisiche diverse: ed esempio “mercatino dell’usato del —” “donazioni nella mattinata del …. Chiesa di San….”
Propongo alla community la mia l’esigenza di registrare sul registro degli acquisti le fatture passive che non sono pervenute sul cassetto fiscale e che pertanto non sono entrate automaticamente su Verif!co
Seguendo infatti le indicazioni proposte nel webinar di presentazione del modulo Fatture passive del 22/01/26, ho attivato la registrazione delle stesse sul Registro degli acquisti, tuttavia, stante l’impossibilità di accedere alla registrazione manuale di quante non sono pervenute sul cassetto fiscale, risulterebbe incompleto .
Domanda:
Mi sfugge qualcosa nella conoscenza del programma da poco utilizzato oppure la registrazione manuale è una funzionalità mancante e pertanto da integrare quanto prima?